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Seduta ad ammirare il lago in lontanza, Viola ebbe finalmente l'illuminazione che aspettava.
Dopo la seconda separazione, poco più che cinquantenne e con un figlio ormai indipendente, Viola si era ritrovata a mettere in discussione tutta la sua vita e a cercare un motivo nuovo per andare avanti.
Piena di rabbia e delusione, si era da poco avvicinata allo yoga e alla meditazione in cerca di un po' di serenità. E così si era ritrovata a partecipare a un ritiro yoga presso un monastero sulle rive del lago di Garda.
Due giorni di pratiche e di assoluto silenzio durante i quali aveva imparato a «lasciare andare il passato», a comprendere l'importanza del momento — il qui e ora, per intenderci — e ad accettare le cose per quello che sono.
Quel giorno aveva il compito di scrivere una lettera alla sua bambina interiore, quella ritratta nella vecchia foto che si era portata da casa, come richiesto. Nel silenzio, con lo sguardo che vagava dalla foto al lago, dal lago al foglio bianco e di nuovo alla foto, finalmente Viola capì cosa avrebbe fatto da quel momento in poi.
Era qualcosa che aveva a che fare proprio con quella foto e con alcuni comportamenti del passato che non riusciva a perdonarsi.
Quel giorno Viola ritrovò se stessa e, da allora, ebbe un progetto nuovo a cui dedicare la sua vita.